Speciale elezioni in 3d: trionfi, ritocchi e medicine di varia umanità politica

Vabbe’ ci siamo visti, bella chiacchierata. Abbiamo vinto a biliardino, bevuto il caffè brutto e poi la crema di caffè buona insieme alle fragole. Ciao.

Aspetta, dobbiamo scrivere il dialogo. 

Ah già. Vabbe’ usiamo la stampante 3d, lo replichiamo che mi scoccio di scrivere.

Ma che dici? Sei impazzito?

Ma dai che sembra finto.

Non fa nulla, mica credono che riportiamo parola per parola di quanto ci diciamo?

Mi piace. Così sembriamo oscuri.

Eddai, scriviamo ‘sto dialogo.


Guarda chi c’è. Come va?

Si tira avanti.

È da un po’ che non ci si vede. Almeno un paio di mesi.

Eh già. Ti ricordi che dicemmo Fatta l’Europa bisogna fare gli Europei.

Ah sì, vero. A proposito, come sono andate le elezioni?

Dai, non essere sciocco. Sappiamo tutti che hai visto Mentana fino all’alba.

Ma che dici?

Dai che hai pure twittato #vinciamopoi e #iltravaglioditravaglio.

Era #travagliointeriore. Ok, mi hai scoperto. Ma era per pura curiosità. Volevo capire una cosa.

Che cosa?

Quanto voti dà e quanti voti toglie Bruno Vespa.

Dici dell’ospitata con Grillo? Stando ai risultati non tanto.

Vespa è un grande giornalista, lo ha messo in difficoltà.

Uno scontro tra titani senz’altro. Uno che dice di usare la stampante treddì per fare le turbine dei Boeing e l’altro che credeva che Ruby fosse la nipote di Mubarak.

Stampante treddì composta con i lego stampati a loro volta in treddì

Vabbe’, ad ogni modo da Vespa sono andati tutti, anche Grillo.

Sì, anche il leader antisistema è stato vespizzato.

Non c’è dubbio, è lui il vero vincitore di queste elezioni.

Io l’ho votato infatti. Ma vogliamo continuare a parlare di Vespa per tutto il tempo?

Vespizzazione 2.0

Hai ragione, non si può, c’è tanto da dire. Lo vuoi un caffè?

Pausa caffè

Lo fanno meglio a Napoli.

Ma pure a Milano.

Dove eravamo rimasti?

Vespa è il vero vincitore.

No, no. Con Vespa abbiamo chiuso, bastava che dicesse «Maddaaai» e Grillo andava in tilt.

Ehm e allora con gli esami come stai messo? Hai visto che faticaccia il rush finale?

Non cambiare argomento. Lo so che ci stai girando intorno ma devi essere onesto intellettualmente, devi riconoscere chi ha vinto le elezioni.

Tsipras!

In Grecia magari, in Italia “L’Altra Europa per Tsipras” ha superato la soglia di sbarramento e va bene così. Ma non è lui.

Ah sì, ma poi hai visto che schifezza? Le Pen e Farage in Francia e in Inghilterra, ancora mi domando come è possibile che la maggioranza abbia votato per loro.

Non cambiare discorso. Ti ho detto in Italia.

E va bene. Ha vinto Renzi, ok? E’ il Mourinho della politica in questo momento. Lo Special One, il primo della classe, l’enfant prodige. Accetto di non amarlo, ma ha portato il piddì a un risultato storico.

4 a 0 per lui, niente da dire. Ma credo che il risultato sia un po’ bugiardo.

Ma che dici? Un partito di sinistra non ha mai avuto queste percentuali!

In termini numerici, Veltroni nel 2008 prese più voti.

Ma l’affluenza…

L’affluenza è stata molto più bassa che alle politiche, certo: quasi un elettore su due era al mare. Ma io credo che la maggior parte degli astenuti non avrebbe votato Renzi.

Dici?

Chi voleva votarlo, dopo tante campagne mediatiche, finalmente ne aveva l’occasione e non se l’è lasciata sfuggire. A rimanere a casa, in prevalenza, sono stati elettori di centrodestra in attesa di una proposta post-berlusconiana, e delusi del Movimento 5 Stelle; oltre al solito 25% di astenuti perenni. In caso di elezioni politiche, questi elettori si ricollocheranno. E non è affatto detto che saranno voti per il PD.

Però ora nessuno può dire che il suo governo non abbia “legittimazione popolare”.

Senz’altro, anzi credo che da queste elezioni il governo esca fortissimo.

Ah sì? Io invece penso che sia Renzi, ma che per il governo sarà burrasca.

Perché?

Renzi ha vinto troppo. Alfano, suo alleato di governo ma avversario politico, non può lasciarsi schiacciare da un governo troppo a trazione PD.

La vedo diversamente.

Non credi che Alfano abbia l’esigenza di rivendicare alcune sue vittorie? Invece ora è tutto in mano a Renzi! Questa “larga intesa” a senso unico non può durare.

Alfano non può far cadere ora il governo. Per esempio, cade il governo e si vota in autunno: NCD non può andare da solo, ha una base ancora troppo limitata (4,3% domenica). Ma non può tornare con Forza Italia, sarebbe ancora nell’ombra di Berlusconi. Alfano ha una carta: continuare a correre con Renzi, portare avanti una legislatura di riforme. Mettiamo che si vada al voto a scadenza regolare, nel 2018, o anche nel 2017: Berlusconi sarà un ricordo, e Alfano potrà proporsi come l’anima di centrodestra delle riforme.

Questo passaggio non mi è chiaro. Te lo vedi Alfano che vota per una legge sulle unioni civili? O sullo ius soli? Eppure sono cavalli di battaglia del piddì…

Ma ci sono ben altre riforme da mettere in campo. Pensa alla riduzione delle tasse sul lavoro, classico pallino della destra. O al riordino della pubblica amministrazione. Renzi e Alfano, la strana coppia, andranno avanti insieme. Quando si andrà al voto, Renzi rivendicherà il suo governo delle riforme; Alfano invece dirà al popolo di destra che senza il suo piccolo NCD le riforme di Renzi sarebbero state scritte dalla CGIL, dai comunisti bla bla bla, e si giocheranno la maggioranza. O almeno, questo è lo scenario roseo che adesso i due cominciano a immaginare.

E Scelta Civica?

Scelta chi? Evaporati come i loro voti tre milioni di voti, finiti tutti al PD. Piano piano gli ex montiani si avvicineranno chi al centrosinistra e chi al centrodestra.

Insomma, la morale delle elezioni è che governare fa bene, almeno in Italia.

Sì, o meglio: gli elettori hanno detto che governare bene fa bene; hanno premiato l’azione della maggioranza.

Eh no, qui non sono d’accordo. In questi mesi tante promesse, ma di fatti ancora pochi. Sai quei film in cui il trailer è una figata, e poi sono una noia mortale?

Dove vuoi arrivare?

Gli italiani non hanno votato il governo, ma la sua anteprima. Ora la pubblicità è finita, comincia la pellicola.

Bella questa, mi è piaciuta. Ti offro una crema di caffé.

Pausa crema di caffé.

Senti, ma che fine ha fatto #vinciamonoi? Lo slogan dei 5 stelle urlato in tutte le piazze.

Semplice, è diventato #vinciamopoi. E Grillo ha avuto un bel mal di stomaco.

Si è dato al Maalox postvoto.

Roba forte. Non l’ha presa bene.

Proprio no, ma almeno c’ha scherzato su mentre diceva che è colpa dei vecchi.

Che carino.

Ma la cosa poi ha preso una brutta piega, ormai tutti prendono il maalox per qualsiasi motivo.

Ma che dici?

Fidati. Il Giornale, il mitico giornale, in esclusiva ci dice il perché. Guarda qua, pagina 16.

ilgiornale

Ma che ti compri il Giornale adesso?

Bisogna leggere tutto.

Comunque, c’hai voglia di scherzare oggi eh? Allora faccio il monologo come Grillo oppure lo spiegone stile Marco Damilano.

Va bene, vado un attimo al bagno nel frattempo.

Caro Lettore,  il Movimento 5 Stelle non ha mica perso. Sì, è vero, manca qualche milione di voto ma tra gli astenuti è di certo il primo partito, se richiamasse questi al voto non sarebbe poi così grande la perdita. Anzi, a ben vedere, risulta che il Movimento 5 stelle si è affermato come secondo partito, se si pensa che è alla prima chiamata elettorale europea, non sembra un brutto risultato.

Sì ma tutti dicono che ha perso.

Ma non dovevi andare in bagno?

E ti vedevo parlare da solo, mi hai fatto un po’ pena e sono tornato.

Caro Lettore, ho deciso di ignorare il mio interlocutore fino alla fine del discorso. Quindi torniamo a noi: Il Movimento 5 stelle ha perso perché si era dato per vincente. Ha puntato sul metodo classico della profezia che si autoavvera. (Ricordate Berlusconi: “stiamo rimontando”, “siamo avanti in tutti i sondaggi”). 

Sì ma c’è un altro motivo per cui ha perso o non vinto, diciamo così.

Vabbe’ sembri interessato per davvero questa volta.

Ha seguito il treno secondo cui queste elezioni erano un referendum sul governo. Non ha detto poi molto sull’Europa: non era nota l’indicazione per il Presidente della Commissione Europea, tanto meno il gruppo europeo in cui sarebbero andati una volta eletti e soprattutto noi non eravamo degni di conoscere i candidati.

Mah, forse sui candidati sono d’accordo con Grillo.

Perché?

Non hai visto Ballarò ieri?

No. Cosa è successo?

Ti dico solo, cerca “Ronzino”. E’ il cognome di uno dei candidati alle europee per il M5s che ha deciso di partecipare alla trasmissione a titolo personale forte dei suoi 26 mila voti.

E com’è andata?

Che il direttore de La Stampa e il vicedirettore de La Repubblica gli offriranno il pranzo se troverà dei finanziamenti pubblici nel bilancio dei loro giornali.

E perché?

Perché non ha pensato a informarsi rispetto a quanto affermava. Ha detto che solo Il Fatto quotidiano non riceve i finanziamenti pubblici. E non è stata certo l’unica: ha fatto fuguracce su tutti i fronti, poveretto.

Vabbe’, lasciamo stare. Comunque evviva Ronzino.

E Berlusconi?

Chi?

Te lo ricordi Berlusconi?

No, niente. Non mi dice niente di niente.

E la Meloni?

Ha provato a photoshoppare il 3,5% in 4%. Non c’è riuscita.

Ok. A queste elezioni può passare la sconfitta totale per il povero B. e pura la battuta cattiva sulla Meloni sotto la soglia. Cambiando argomento ti ho visto entusiasta per l’Altra Europa per Tsipras.

Essì, i movimenti sono stati decisivi. Il movimento fa bene alla salute e ti aiuta a saltare lo sbarramento!

Forse, se posso obiettare, è troppo ideologizzato.

Se guardi il parlamento europeo di postideologico c’è ben poco. In Francia hanno vinto i fascisti, in Germania è stato eletto un neonazista, in Danimarca e nel Regno Unito hanno spopolato gli euroscettici. Poi se aggiungi che c’è da una parte la sinistra, dall’altra i fascisti, al centro troverai i socialisti, i popolari e i liberali oltre che i Verdi.

Insomma un Parlamento in cui le famiglie europee hanno un nome e una storia politica chiara e definita.

Sì, ma le rivalità non sono quelle di un tempo, al punto che ci saranno le larghe intese europee. I Popolari che sarebbe il gruppo della Merkel, di Berlusconi, di Alfano, dell’ungherese Orbàn governeranno insieme ai Socialisti di Renzi, di Hollande e di Schulz. In mezzo ci sarà la famiglia dove sognavano di mettere piede i montiani, i tabacciani, gli ex dipietristi e i fan di Oscar Giannino, ovvero i Liberali e democratici.

E all’opposizione?

Da una parte le destre guidate dalla Le Pen con il fido Salvini, poi gli euroscettici del britannico Farage (da vedere se costituiranno un gruppo, si vocifera col nostro amico Maalox) e dall’altra parte l’opposizione della Sinistra Europea capitanata da Alexis Tsipras.

E i Verdi?

Dipende dal tempo, sai, sono ambientalisti.

Quelli sono i metereopatici.

Mannaggia, volevo fare stile Marco Damilano ma ci vogliono anni e anni di esperienza.

Comunque possiamo dire che a vedere il quadro, l’Italia sembra un paese civile. Una buona affluenza e niente destre ultranazionaliste e xenofobe al comando, ma una semplice Lega ridimensionata rispetto al passato.

Tu dici che sembriamo un paese civile? Guarda qua.

In questo momento in Europa è un casino ma in Italia uno show (contenuto non adatto ai minori di 18 anni)

Con 80 euro fai la spesa per due settimane. Oltre duecentomila preferenze nella circoscrizione sud per la deputata piddì: Pina Picierno

Con 100 euro arrotolate, Giuliano Ferrara “mima” la sniffata di cocaina per festeggiare la sconfitta dei 5 stelle.

 

 

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